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mercoledì 4 marzo 2009

Futuro a rischio per il mercato dei rifiuti



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La caduta dei prezzi dei materiali riciclabili, segnala un rapporto Frost & Sullivan, ha messo in crisi il settore



Il Conai aumenta il contributo sugli imballaggi La crisi economica ha colpito anche il mercato europeo dello smaltimento dei rifiuti e il settore del riciclaggio è quello che ne sta soffrendo maggiormente. È quanto emerge da uno studio presentato dalla società di consulenza Frost & Sullivan. Germania, la Francia e il Regno Unito sono stati i primi Paesi a essere colpiti da questa crisi e in maniera anche più grave rispetto ai Paesi del Sud Europa. Operatori chiave di questi mercati, si legge nello studio Frost & Sullivan, descrivono la situazione come sempre più grigia e contrassegnata da un declino a partire dalla fine del 2008 nel volume di rifiuti raccolti e smaltiti e da una forte riduzione nel mercato del riciclabile.

Il riciclaggio dei rifiuti, in particolare, appare il settore più penalizzato: la caduta dei prezzi dei materiali riciclabili, quali acciaio e carta, ha portato ad avere grandi volumi di rifiuti in attesa di essere riciclati. Questa situazione ha reso il costo di smaltimento troppo elevato per le società di gestione dei rifiuti e c'e' una certa preoccupazione che questo mercato possa diventare sempre più svantaggioso dal punto di vista economico. Tale scenario è già realtà nel Regno Unito, dove il costo della raccolta della carta è salito a più di 20 sterline per tonnellata. Il volume dei rifiuti in attesa di smaltimento e riciclaggio, sottolinea lo studio, continuerà a crescere almeno fino alla fine del primo trimestre del 2009. Nel riciclaggio della carta, ad esempio, le società di smaltimento dei rifiuti hanno finora potuto vendere la carta e il cartone alle cartiere che usano materiali riciclabili per produrre nuova carta, buste e carta per giornali. Oggi questo mercato è però in forte declino a causa della caduta della domanda in mercati chiave come la Cina.

Ci sono, tuttavia, nuove opportunità di crescita per le società di smaltimento e i fornitori a loro associati. «I governi dei Paesi europei hanno già risposto al declino attuale aumentando la spesa al fine di introdurre nuova liquidità nell'economia e ciò è risultato in nuovi progetti infrastrutturali in Paesi come il Regno Unito, già profondamente colpito dalla crisi finanziaria - spiega la programme manager per la gestione dei rifiuti di Frost & Sullivan, Suchitra Padmanabhan -. Al fine di contenere il danno, le società energetiche e di smaltimento dei rifiuti sono state incoraggiate a intraprendere progetti che possano creare opportunità nei settori della minimizzazione, della selezione e della separazione dei rifiuti». «Nel 2009, l'attenzione dell'industria europea dello smaltimento dei rifiuti - conclude la manager di Frost & Sullivan - dovrà concentrarsi sulle opportunità di crescita in alcuni mercati chiave come la Russia e l'Europa Centrale e Orientale. Anche le possibilità offerte da segmenti di mercato, come i materiali medico-scientifici e il waste to energy, offrono un potenziale che lascia ben sperare».

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