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giovedì 30 luglio 2009

Proteggiamo le Bocche di Bonifacio



Proteggiamo le Bocche di Bonifacio!

La nave ammiraglia Rainbow Warrior.

Italia — La Rainbow Warrior, la nostra nave ammiraglia, navigherà tra la Corsica e la Sardegna dall'1 al 4 agosto per chiedere la tutela delle Bocche di Bonifacio. Il 3 si terrà a bordo un incontro con sindaci e autorità locali per firmare un Appello, a difesa di questo ecosistema, rivolto ai ministri dell'Ambiente di Francia e Italia.

Le Bocche di Bonifacio sono un'area di mare soggetta a forti correnti e a venti talvolta impetuosi. Ogni anno vi transitano tremila imbarcazioni cargo: il dieci per cento di esse trasporta sostanze pericolose. Italia e Francia hanno vietato nelle Bocche il transito di navi con carichi a rischio, ma purtroppo, tale divieto non si applica a tutte le altre bandiere. Le Bocche si trovano, inoltre, all'interno del Santuario dei Mammiferi Marini "Pelagos", un'area di mare compresa tra Costa Azzurra, Toscana e Nord della Sardegna.

Per difendere tale ecosistema nell'Appello a Italia e Francia chiediamo:

- l'adozione di sistemi di tutela efficaci, quali l'inserimento dello stretto nell'elenco delle PSSA (Aree Marine Particolarmente Sensibili) per vietare il transito di carichi pericolosi. A questo proposito, Italia e Francia devono negoziare una proposta da presentare all'Organizzazione Marittima Internazionale (IMO);
- l'avvio del progetto del Parco Marino Internazionale sardo-corso delle Bocche di Bonifacio, con la partecipazione di tutti gli attori sociali coinvolti;
- l'efficace protezione del Santuario dei Mammiferi Marini mediante l'adozione di adeguati piani di gestione.

Dopo la firma dell'Appello, la Rainbow Warrior veleggerà simbolicamente nello stretto accompagnata da una flottiglia di imbarcazioni "amiche". Invitiamo club nautici e imbarcazioni private dalla Corsica e dalla Sardegna a seguirci in questa veleggiata e a manifestando il loro sostegno per proteggere le Bocche.

Con una lettera abbiamo invitato a firmare l'Appello - a bordo della Rainbow Warrior - i Sindaci del Comune di Santa Teresa di Gallura, di Palau, di Arzachena, di Golfo Aranci e di La Maddalena, l'Assessore all'Ambiente della Provincia Olbia-Tempio, l'Assessore per la Difesa dell'Ambiente della Regione Autonoma della Sardegna e il Presidente dell'Ente Parco nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena.

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martedì 28 luglio 2009

Prodotti di foca banditi in Europa

Prodotti di foca banditi in Europa
Da oggi, in Europa non possono essere commercializzati prodotti derivati dalle foche come pellicce, pelli, organi, carne, olio e grasso usati nei cosmetici e in medicina. Lo dice il nuovo regolamento approvato dal consiglio europeo all’unanimità, con l’astensione dei delegati danese, rumeno e austriaco, che fissa rigide condizioni per l’immissione sul mercato europeo di prodotti di foca. «Con questa decisione – dice la Lega antivivisezione (Lav) italiana – il consiglio dell’Unione europea ha dato una risposta ai trent’anni di battaglie contro la mattanza delle foche a fini commerciali, portate avanti delle associazioni animaliste in tutta Europa. Battaglia fatta propria in Italia dalla Lav che ha ottenuto l’emanazione di un decreto interministeriale di bando all’importazione delle pelli e derivati di foca nel nostro paese, nel 2006».

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Api in salute dopo lo stop ai nicotinoidi

Api in salute dopo lo stop ai nicotinoidi
Da quando i neonicotinoidi [fitofarmaci impiegati nella coltivazione del mais] sono stati messi al bando, sono tornate le api. E’ bastato un anno per avvertire un miglioramento e arrestare un processo che negli ultimi dieci anni aveva svuotato gli alveari. Lo hanno rilevato Unaapi, Legambiente, Slow food, Apilombardia, Conapi e Aiab, che oggi hanno organizzato a Milano un convegno per fare il punto sulla situazione. Le segnalazioni di avvelenamento di api arrivavano soprattutto dal nord Italia e in particolare dalle regioni a forte vocazione maidicola come Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia.

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domenica 26 luglio 2009

La Cgil si rivolge alla ministra Prestigiacomo

La Cgil si rivolge alla ministra Prestigiacomo

Anna Pacilli

La Cgil del ministero dell'ambiente sostiene la Prestigiacomo nella «vertenza» con il governo, ma avvisa: «il rafforzamento del ministero non può essere una dichiarazione a effetto». E denuncia la gravissima carenza di personale proprio nella direzione che si occupa di Valutazione di impatto ambientale.

Il ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo insiste: «L’articolo 4 del decreto anti crisi è inaccettabile e i colleghi ministri sono arroganti». Lo ripete oggi nell’intervista al Corriere della sera, puntando il dito contro Claudio Scajola [sviluppo economico], Altero Matteoli [infrastrutture e trasporti], Roberto Calderoli [semplificazione], che avrebbero approfittato della sua assenza in consiglio dei ministri per approvare la norma che azzera ogni ruolo del Ministero dell’ambiente in tema di realizzazione di centrali elettriche [anche nucleari] e di reti della distribuzione energetica. Tutte rimesse a un commissario nominato dal Governo, assestando un altro colpo mortale agli strumenti istituzionali e pubblici della tutela ambientale.
Un passaggio che scandalizza nel merito la ministra, che pure non ha lesinato autorizzazioni a opere e impianti di ogni genere, compresa la conversione a carbone della centrale Enel di Porto Tolle, un intervento sicuramente poco ambientale. «Questo significa che anche la Valutazione d’impatto ambientale di una centrale nucleare sarà nelle mani di un commissario. Ci rendiamo conto? In una sola persona si concentrerebbero poteri attribuiti a organi collegiali secondo norme dell’Unione europea, come la Via ma anche l’Autorizzazione integrata ambientale», dice la Prestigiacomo, in questo sostenuta anche dalla Cgil del ministero, che dice «meglio tardi che mai», ma senza risparmiarle qualche pesante critica.
«Condividiamo la denuncia fatta dal nostro ministro sulla gravità dello scippo attuato con l’articolo 4 del decreto anti crisi in discussione alla camera, che sottrae al ministero importanti competenze in merito alle valutazioni sulle scelte da operare sulla costruzione di nuovi impianti energetici – dice la Cgil del ministero dell’ambiente – Infatti, con tale manovra si toglie alla collettività uno strumento di trasparenza, che, pur con tutti i difetti del caso, è la procedura di Valutazione di impatto ambientale. Non solo, ma ancora una volta vogliamo sottolineare che con questo atto va avanti un processo di smantellamento delle funzioni di una struttura pubblica come il ministero dell’ambiente che ha il compito di garantire ai cittadini italiani il diritto all’ambiente». Un disegno perseguito scientificamente dall’allora ministro Altero Matteoli [su mandato del precedente governo Berlusconi], che aveva lavorato a indebolire e sterilizzare il ministero dell’ambiente, ulteriormente mortificato dall’ex ministro Alfonso Pecoraro Scanio. «Vogliamo segnalare al ministro Prestigiacomo – attacca la Cgil – la necessità di maggiore coerenza, attenzione e sensibilità verso il lavoro che i funzionari del ministero sono chiamati a svolgere in condizioni sempre più disagevoli per carenze di organico e di risorse economiche. Infatti, come da tempo denunciamo, alcune direzioni, e in particolare quella che si occupa di Valutazione d’impatto ambientale, sono in condizioni di non poter operare a causa della gravissima carenza di personale, non più mitigata dalla presenza di lavoratori precari ai quali non è stato possibile rinnovare il contratto, anche a causa di scelte che lo stesso ministro ha fatto, permettendo tali rinnovi ad alcune direzioni generali e non ad altre. L’urgenza e l’impegno a favore del rafforzamento del ministero dell’ambiente non può essere legata solo a dichiarazioni a effetto ma richiede sia una seria politica di programmazione».
Vedremo se le sorti del ministero e degli strumenti di tutela saranno servite solo a interessi di bottega e di posizionamenti interni alla maggioranza o se c’è almeno un minimo cambio di passo.

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sabato 25 luglio 2009

GRAZIE A TE NIKE E GEOX SI SONO IMPEGNATI PER L’AMAZZONIA



GRAZIE A TE NIKE E GEOX SI SONO IMPEGNATI PER L’AMAZZONIA

Cari cyberattivisti ,

grazie al vostro impegno oggi possiamo festeggiare insieme una doppia vittoria della campagna “Deforestazione Zero”!

Le vostre firme infatti hanno fatto sì che due delle aziende coinvolte nell’inchiesta “Amazzonia che macello!” rivedessero la propria politica di acquisti di pelle bovina:

* Nike ha messo a punto una nuova politica di approvvigionamento che obbliga i propri fornitori a certificare in maniera formale che la pelle bovina venduta non provenga dal bioma amazzonico

* Geox si è impegnata “ad attivare strumenti contrattuali di verifica volti ad evitare in maniera assoluta di favorire – anche solo indirettamente – il fenomeno denunciato da Greenpeace”.

Questo risultato è stato raggiunto soprattutto grazie al vostro contributo e per questo vi ringraziamo sinceramente e vi chiediamo di continuare ad aiutarci per salvare l’Amazzonia e il clima del pianeta.

Siamo molto soddisfatti dell’impegno assunto da Geox e Nike ma crediamo anche che questo dimostri come anche le altre grandi multinazionali, che producono e vendono scarpe sportive in tutto il mondo, possono e devono agire immediatamente. Se ora anche Timberland, Clarks, Adidas e Reebok si assumeranno la responsabilità degli effetti che le proprie politiche di acquisto producono, avremo fatto qualcosa di concreto per combattere la deforestazione e il cambiamento climatico”.

Cosa vi chiediamo? Di continuare a fare pressione sugli altri grandi marchi. Chiediamo a Timberland, Clarks, Adidas e Reebok di interrompere gli acquisti dall’intero bioma amazzonico fino a quando non saranno disponibili dei sistemi di tracciabilità tali da garantire che nessuno dei propri prodotti provenga dalla deforestazione dell’ultimo grande polmone del nostro pianeta.

Finora più di 32.000 cyberattivisti hanno già partecipato, partecipa anche tu e chiedi anche ai tuoi amici di salvare un pezzo d’Amazzonia!

Scrivi a Timberland, Clarks, Adidas e Reebok e chiedigli di prendere un impegno serio per salvare l’Amazzonia e il clima del nostro pianeta.




CHIEDI A TIMBERLAND, CLARKS, REEBOK E ADIDAS DI FARE QUELLO CHE GEOX E NIKE HANNO APPENA FATTO.

TIMBERLAND, CLARKS, REEBOK E ADIDAS HANNO UNA RESPONSABILITA’ DIRETTA nel fenomeno della deforestazione in Amazzonia. Nonostante le migliaia di lettere e sollecitazioni di Greenpeace queste aziende continuano ad accampare scuse e non hanno ancora preso un impegno serio.

Grazie mille e a presto!

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mercoledì 15 luglio 2009

G8, IL PIÙ GRANDE SFORZO DI GREENPEACE IN ITALIA. E ORA, COPENHAGEN



G8, IL PIÙ GRANDE SFORZO DI GREENPEACE IN ITALIA. E ORA, COPENHAGEN…

Cari cyberattivisti.
con la conclusione del G8 sono terminate anche le azioni di Greenpeace in Italia, ed è il momento per un primo bilancio: cinque centrali occupate, alcune navi carboniere abbordate, quasi duecento persone in azione tra attivisti, staff italiano, Greenpeace International. Sono i numeri del più grande sforzo organizzativo mai realizzato da Greenpeace in Italia. E, d’altra parte, lo sforzo è stato commisurato all’obiettivo: mandare un chiaro messaggio ai leader del G8 riuniti all’Aquila.

Greenpeace ha commentato negativamente i documenti approvati al G8. È vero, per la prima volta si riconosce ufficialmente la necessità di contenere il riscaldamento globale entro i 2 gradi, soglia indicata dagli scienziati come da non superare per evitare che i cambiamenti climatici diventino catastrofici. E i capi di governo riuniti all’Aquila hanno affermato di voler ridurre, entro il 2050, le emissioni di gas serra dell’80 per cento...

Ma il 2050 è troppo lontano! Senza obiettivi a medio termine (2020) e senza indicare come e con quali investimenti tagliare le emissioni, gli accordi del G8 sono puri esercizi di stile, che lasciano ai prossimi governi e alle future generazioni l’onere di prendere una decisione. Per questo, gli attivisti di Greenpeace sono scesi dalla centrale di Brindisi dopo aver dipinto sulla ciminieria “STUPIDS”, rivolto ai leader del G8, mentre su una nave carboniera a Civitavecchia è stata scritto: “G8: FAILED” (“G8: fallito”).

La buona notizia è che ci saranno ancora occasioni, nel corso del 2009, per riempire di contenuti quanto deciso all’Aquila. L’obiettivo è arrivare alla Conferenza di Copenhagen, il prossimo dicembre, con un accordo che tagli le emissioni da subito, blocchi la deforestazione, metta in moto la necessaria “Rivoluzione energetica”, fatta di efficienza e fonti rinnovabili. Tante saranno le attività che ci vedrete svolgere nei prossimi mesi. Ma è fondamentale che il vostro sostegno continui, e anzi – se possibile – cresca. Come? Visitate il il nostro sito sulla Conferenza di Copenhagen, partecipate alla cyberazione “Manda Berlusconi a Copenhagen” , invitate i vostri amici a diventare cyberattvisti e, se vi è possibile, non perdete l’occasione per farci sentire il vostro sostegno con una donazione.

Come ben sapete, Greenpeace finanzia le proprie attività solo con i soldi provenienti da singoli cittadini come voi. Le azioni collegate al G8 sono costate molto. I prossimi mesi vedranno una mobilitazione ancora più forte a livello globale, che culminerà alla Conferenza di Copenhagen, che speriamo di influenzare in positivo. E voi potete essere parte della soluzione contro i cambiamenti climatici. Fateci avere il vostro contributo.
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Ancora centrali nucleari dell'Enel in Slovenia

Ancora centrali nucleari dell'Enel in Slovenia

L’Enel continua sulla strada del nucleare all’estero e annuncia un investimento di circa 2,7 miliardi di euro entro il 2013 per la realizzazione di altre due unità nella centrale nucleare slovena di Mochovce. A gestirla è Slovenske Elektrarne, controllata al 66 per cento dall’Enel.
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venerdì 10 luglio 2009

Due gradi

Due gradi

Enzo Mangini


Come da copione e nonostante la perizia mediatica di Silvio Berlusconi, il G8 sta ancora una volta decidendo di non decidere nulla. L’accordo sul clima che avrebbe dovuto essere un fiore all’occhiello del summit a guida italiana, è saltato, anche nella sua versione «soft»: taglio del 50 per cento delle emissioni entro il 2050. Una misura che gli scienziati oltre che i movimenti ambientalisti considerano largamente insufficiente per contenere gli effetti dei cambiamenti climatici. E’ uno strano caso di matematica politica: otto più cinque [Cina, India, Messico, Brasile e Sudafrica], più uno [Egitto], uguale zero. In compenso, però, i comunicati ufficiali dicono che il gruppo «G14» che ha dato così scarsa prova di sé al debutto sarà trasformato in una struttura stabile. Il club cresce per cooptazione: non migliora in credibilità o efficacia, ma alle feste ci si diverte di più.
Ciò che invece i «leader mondiali» avrebbero deciso è che il cambiamento climatico deve essere «limitato» a 2 gradi centigradi. Ci verrà spiegato che è una decisione storica, in realtà è poco più di una costatazione. Gli scenziati di cui sopra, quelli dell’International panel on climate change, considerano un aumento di due gradi della temperatura come un fatto ormai inevitabile, data la pigrizia dei grandi inquinatori a ridurre le emissioni. E’ colpa della Cina, sostengono dalla caserma di Coppito gli altri «grandi», che però non dicono nulla per i massacri di Urumqi contro gli uiguri musulmani. Quando il finto accordo sui due gradi si dimostrerà per quello che è, probabilmente la colpa sarà attribuita al Pianeta Terra, così testardo nel voler ignorare le decisioni di questi arroganti bipedi.
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giovedì 9 luglio 2009

SALVARE IL CLIMA NON È UNA BARZELLETTA



SALVARE IL CLIMA NON È UNA BARZELLETTA. MANDA SILVIO A COPENHAGEN!

I cambiamenti climatici sono in rapida accelerazione e le ultime evidenze scientifiche mostrano che la temperatura media globale potrebbe aumentare di 6° centigradi rispetto all’era preindustriale, portando il Pianeta verso scenari catastrofici. Occorre agire subito perché il tempo utile per evitare impatti irreversibili sta velocemente svanendo.

Il 2009 è l’anno del Clima. I capi dei governi di tutto il mondo hanno il dovere e l’opportunità di affrontare il problema nel corso della prossima Conferenza sui Cambiamenti Climatici delle Nazioni Unite (UNFCCC) che si svolgerà a Copenhagen, nel dicembre 2009. In quella sede occorre raggiungere un accordo ambizioso ed efficace per la protezione del clima e del Pianeta, che assicuri la stabilizzazione delle emissioni globali di gas serra entro il 2015. Queste emissioni devono poi essere portate il più vicino possibile allo ZERO entro la metà del secolo.

Greenpeace chiede ai capi di governo delle nazioni industrializzate di affrontare i cambiamenti climatici e di andare a Copenhagen per impegnarsi:
• a tagliare entro il 2020 le proprie emissioni almeno del 40% rispetto ai livelli del 1990
• a investire almeno 110 miliardi di euro all’anno nei Paesi in via di sviluppo per consentire la transizione a un sistema energetico pulito, fermare la distruzione delle foreste tropicali e per l’adattamento agli impatti inevitabili del cambiamento climatico;
• a impedire che false soluzioni come l’energia nucleare e la cattura e lo stoccaggio della CO2 diano diritto a sconti nella riduzione delle emissioni;
• a includere i settori del trasporto aereo e marittimo tra quelli soggetti alla riduzione delle emissioni di gas serra.




Scrivi al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e chiedigli di prendere finalmente sul serio la minaccia del riscaldamento globale, unendosi ai maggiori leader mondiali per un accordo all’altezza della sfida: Silvio, vai a Copenhagen!

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mercoledì 8 luglio 2009

CONTO ALLA ROVESCIA PER COPENHAGEN



CONTO ALLA ROVESCIA PER COPENHAGEN

Inizia il periodo più caldo dell’anno. E non perché siamo in estate e alla vigilia del G8 in Abruzzo. Da oggi, infatti, inizia un lungo percorso che culminerà a dicembre, a Copenhagen, in occasione della Conferenza ONU sui cambiamenti climatici. È l’ultima opportunità: se non sarà raggiunto un accordo sulla riduzione immediata delle emissioni di gas serra, le possibilità di arginare gli effetti più catastrofici dei cambiamenti climatici saranno compromesse per sempre.

Da oggi è online la piattaforma web “Road to Copenhagen” con l’obiettivo di informare e mobilitare attorno alle proposte di Greenpeace, e fare pressione sui politici. Questa conferenza sul clima è cruciale per il futuro del pianeta, perciò, nella home del sito, c’è un timer che segnala le ore, i minuti e i secondi che mancano al suo inizio.

Vi chiediamo di visitare il sito “Road to Copenhagen” e partecipare. Ma non basta. È di fondamentale importanza invitare anche i vostri amici a seguirci. Se ognuno di voi riuscisse a coinvolgere 1, 2, anche 5 amici e più, convincendoli a diventare cyberattivisti, sarebbe un grande colpo per tutte le attività che abbiamo in previsione. Perché Copenhagen è davvero l’ultima chiamata!

visita il : http://www.greenpeace.org/italy/copenhagen

IMPIANTO FOTOVOLTAICO DONATO ALL’ABRUZZO
Abbiamo donato un impianto fotovoltaico da 5,2 kW al comune di Pizzoli, paese terremotato dell’aquilano. È stato realizzato in circa un mese. Un piccolo gesto di solidarietà, finanziato con le nostre risorse, per lanciare un messaggio a favore di una ricostruzione rapida e sostenibile.

IL NUOVO DIRETTORE DI GREENPEACE INTERNATIONAL
Kumi Naidoo sarà presto il nuovo direttore di Greenpeace International. Sudafricano e attivista per i diritti umani e per il clima. A novembre prenderà il posto di Gerd Leipold, che è stato alla guida dell’organizzazione per nove anni.

UN MARE D’INFERNO
Il rapporto “Un Mare d’Inferno” denuncia come il Mediterraneo stia cambiando a causa del riscaldamento del clima. Soluzioni: ridurre immediatamente, e poi azzerare, le emissioni di gas serra e irrobustire i nostri ecosistemi per evitarne il collasso.

IN CANTIERE LA RAINBOW WARRIOR III
Il direttore esecutivo di Greenpeace International, Gerd Leipold, ha firmato il contratto con il cantiere navale Fassmer per la costruzione della Rainbow Warrior III. Il veliero sarà pronto nel 2011 in occasione del 40esimo anniversario di Greenpeace e sarà dotato delle più recenti tecnologie verdi.


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venerdì 3 luglio 2009

Il servizio civile a Legambiente

Il servizio civile a Legambiente

Un'esperienza che arricchisce il tuo bagaglio personale umano e professionale, un'occasione per vivere da protagonisti i proggetti che difendono la ricchezza naturale e culturale del Paese.

C'è tempo fino al 27 luglio per fare domanda,
ti aspettiamo,
l'ambiente ha bisogno di te!

E' aperto il bando di selezione 2009 per i volontari del servizio civile nazionale. Scegliere Legambiente è un'occasione unica per dare un contributo alla tutela dell'ambiente e per aggiungere dei passi ad un percorso collettivo e personale che punta dritto verso un mondo migliore, più pulito e più giusto.

A disposizione 3 progetti per 18 ragazze/i tra i 18 e i 28 anni. Il bando scade il 27 luglio 2009 ore 14.00 ( fa fede la data di arrivo della domanda e non la data di spedizione). Le attività avranno inizio a ottobre presso la direzione nazionale di Legambiente.

I progetti:
Volontariambiente: si opera nell'ambito dei campi di volontariato ambientale il cui obiettivo è realizzare piccoli e grandi progetti di tutela e ripristino di territori abbandonati o in cui gli ecosistemi sono minacciati. La finalità più ampia di questo progetto è trovare nuove risposte alle crescenti domande di partecipazione a progetti di volontariato per i più giovani e al tempo stesso promuovere l’opportunità di partecipare ad un progetto all'estero a tutti i cittadini. I volontari saranno impiegati nelle varie fasi di organizzazione, diffusione, segreteria, realizzazione, monitoraggio e valutazione dei campi e progetti di volontariato organizzati.

L'ambientalismo dalla parte dei cittadini con le Campagne di Legambiente: si opera nel settore che si occupa di organizzare le grandi campagne di informazione e sensibilizzazione di Legambiente. L’obiettivo del progetto è mobilitare la cittadinanza sui temi dell’ambientalismo: dalla difesa del mare e delle coste, alla valorizzazione dei piccoli comuni italiani e dei beni culturali, al monitoraggio dell’inquinamento atmosferico e acustico. I volontari parteciperanno all’ideazione, organizzazione, divulgazione, animazione, monitoraggio e valutazione delle diverse campagne.

Educazione e ambiente per la qualità culturale dei territori: L’educazione e l’ambiente per migliorare la qualità della vita delle persone ma anche il livello culturale dei territori dove viviamo. Proposte per la scuola e formazione degli educatori, insegnanti ed animatori, sono tra gli strumenti principali di questo progetto che sarà anche l’occasione per conoscere e favorire l’ associazionismo e il protagonismo dei giovanissimi, come indicato dalla convenzione Onu sui diritti dell’infanzia, attraverso le campagne di Legambiente.

Informazioni utili
La domanda di partecipazione va fatta pervenire (per posta o a mano) entro la data di scadenza indicata ( 27 luglio 2009 ore 14) esclusivamente ad ARCI SERVIZIO CIVILE ROMA - VIA ACCIARESI 7 - 00157 ROMA. Attenzione, se la domanda non è direttamente indirizzata all'Arci non è valida. Gli aspiranti volontari che abbiano presentato correttamente domanda sono tenuti ad informarsi su modalità, tempi e luoghi di selezione mediante sito web e bacheca sempre presso l'Arci:

Arci Servizio Civile Roma - Tel e fax 0641735120

Mail: roma@arciserviziocivile.it - promoscn@arciserviziocivileroma.net

sito: www.arciserviziocivileroma.net - forum: http://www.arciserviziocivileroma.net/forum/

orari di ricezione domande: dal lunedì al venerdì ore 10.00-13.00 e 15.00-18.00

per informazioni sui progetti di Legambiente: Luciano Ventura o Federica Sacco 06/862681, serviziocivile@legambiente.eu

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giovedì 2 luglio 2009

Il Wwf striglia il G8

Il Wwf striglia il G8

G8 all’orizzonte: dall’8 al 10 luglio i Paesi industrializzati si riuniscono a L’Aquila e il «Panda» drizza le orecchie, mettendo in agenda le priorità dell’ambiente. Il Wwf preme per portarsi a casa, prima della conferenza sul clima di Copenhagen a dicembre, più che promesse. Chiama all’impegno in prima persona i leader per mantenere l’aumento della temperatura media globale al di sotto dei due gradi, puntando a un futuro povero di emissioni di carbonio e ricco di energia verde. E un’immediata disponibilità di fondi per misure urgenti, aiutando soprattutto i Paesi meno sviluppati ad allinearsi a una politica di sviluppo ambientale.

E così il Panda, in collaborazione con Allianz, ha distribuito, come ogni anno, gli "Scorecards", le pagelle sulle politiche nazionali di contrasto ai cambiamenti climatici. E l'Italia, al solito, ne esce male. Il governo italiano appare ancora «troppo pauroso, pavido», bisognoso di un atto di responsabilità. L’Italia nelle pagelle alla voce «politiche climatiche» prende solo una sufficienza, si ferma a metà della lista, al quarto posto, superata dalla Germania, prima della classe, Gran Bretagna e Francia. Fanalino di coda, un po’ a sorpresa, è il Canada. Colpa di una politica arretrata sui combustibili fossili, causa di grande inquinamento. E bocciati anche Russia e Usa, nonostante le iniziative di Obama fanno fare qualche passo avanti.

Ma si può fare di più. Nell’«Anno del clima» arriva una buona ricetta: uno studio Ecofys commissionato dal Wwf dimostra che secondo un investimento di 4 miliardi all’anno (un misero 0,2 % del Pil), l’Italia può ridurre le proprie emissioni del 29% entro il 2020 rispetto ai livelli del 1990, raggiungendo l’obiettivo del 30 % previsto dalla Ue nel Pacchetto clima ed energia.
Partendo dai settori più critici - emissioni di gas dovute principalmente a mezzi di trasporto e alle industrie -, si può migliorare l’efficienza energetica e risparmiare fino al 44 % delle emissioni nelle industrie e il 36 % nel settore trasporti.

«Il mondo non si può permettere che vada male la conferenza di Copenhagen - dice la battagliera Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia Wwf Italia - ci vuole un accordo equo ed efficace, in linea con la comunità scientifica». E per farlo, bisogna curare bene le tappe che lo precedono. Il prossimo G8, tanto per cominciare, incontro tra i Paesi industrializzati ma anche il Mef (Major Economies Forum) voluto da Obama, sempre negli stessi giorni. «Chiediamo coraggio» rinforza l’appello Stefano Leoni, neopresidente del Wwf, il desiderio e la forza di prendere la strada di «una politica legata alla lotta contro i cambiamenti climatici».

Che il futuro possa fare della tutela ambientale anche una risorsa economica lo dimostra anche l’impegno che da anni Allianz spende accanto alle iniziative del Wwf. «Può sembrare curioso che una compagnia di assicurazioni si occupi di ambiente - spiega Pietro Marchetti -, ma in realtà i cambiamenti climatici ci riguardano direttamente. Il 40 percento dei risarcimenti è dovuto proprio agli effetti di disastri provocati dal clima mutato». Insomma, anche l’ambiente può essere un buon affare...


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