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giovedì 29 luglio 2010

L’Agenzia per la sicurezza nucleare e l'insicurezza all'italiana




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L’Agenzia per la sicurezza nucleare e l'insicurezza all'italiana

Giorgio Ferrari (fisico)

COMMENTI. I cittadini italiani devono avere chiaro qual è il pateracchio che caratterizza il tentativo di ripresa in Italia dei programmi nucleari, addomesticando una tecnologia così delicata, complessa e densa di rischi al diretto controllo del potere politico.

I cittadini italiani devono avere chiaro qual è il pateracchio che caratterizza il tentativo di ripresa in Italia dei programmi nucleari, addomesticando una tecnologia così delicata, complessa e densa di rischi al diretto controllo del potere politico. Il problema non è che Veronesi accetti o non accetti la direzione della costituenda Agenzia per la Sicurezza Nucleare (Asn), le sue posizioni filo nucleari erano note da tempo, e da lui sempre dichiarate (con affermazioni che sollevano legittimamente più di un dubbio sulla sua declamata competenza): quello che è scandaloso, e che pochi commentatori sembrano avere colto, è appunto il controllo politico al quale sarà, comunque, sottoposta l’Agenzia.

L’Asn infatti non è ancora nata che già ha subito una deroga: quella per cui i suoi membri, nella prima formazione del consiglio direttivo, potranno esercitare, direttamente o indirettamente, attività professionale o di consulenza, essere amministratori o dipendenti di soggetti pubblici o ricoprire incarichi in altri uffici pubblici di qualsiasi natura. Inoltre per la carica di presidente dell’Asn è concesso che questi possa ricoprire anche incarichi di natura politica dentro o fuori i partiti. Tali decisioni sono contenute in un articolo “nascosto” nel D.L. 08/07/2010 n.105, in deroga all’Art. 29 della legge 99/09 e, tenuto conto del fatto che i membri del consiglio direttivo restano in carica sette anni, testimoniano di come la lobby nucleare voglia essere garantita di avere carta bianca nelle autorizzazioni delle prime centrali nucleari.

D’altra parte questo colpo di mano dell’esecutivo giunge a coronamento di altri e più pericolosi aspetti contenuti nella legge 99/09 che riguardano l’affidabilità dell’intera operazione nucleare, con conseguente pregiudizio della sicurezza dei cittadini in una materia così delicata e pericolosa. Contrariamente alla regola che stabilisce che l’Asn deve essere indipendente da qualunque potere e in particolare da quello politico, i suoi membri sono nominati dal Governo (non dal Parlamento), lo statuto e il regolamento interno sono concepiti ed approvati in sede governativa e perfino i criteri tecnici posti a riferimento per la scelta delle aree idonee alla costruzione di impianti nucleari sono stabiliti in coerenza con un documento programmatico del Governo (previsto all’Art.26, ma ancora da emanare) che ne intende accelerare al massimo l’iter autorizzativo.

Così si impone all’Agenzia di effettuare l’istruttoria tecnica per la certificazione dei siti entro 30 giorni dalla domanda e, cosa ancora più grave, gli si impone di effettuare il licencing, cioè il complesso esame volto a valutare in dettaglio il progetto e il funzionamento dell’intero impianto in soli 12 mesi, quando negli Usa la Nrc (a cui nessuno si sognerebbe di imporre qualcosa) impiega non meno di tre anni. E questo vale anche per il deposito nazionale delle scorie.

Ma le contraffazioni non finiscono qui. Le procedure autorizzative per una centrale nucleare sono surrettiziamente estese anche a strutture destinate allo stoccaggio del combustibile e dei rifiuti radioattivi (Art.1 ed Art.19 Dlgs 15/02/2010, n.31) edificabili nello stesso sito, che richiederebbero un’altra autorizzazione.

Così facendo si precostituisce la possibilità che queste strutture non vengano sottoposte a Via (Valutazione d’impatto ambientale) in quanto i rifiuti sono prodotti nello stesso sito, con l’aggravante che questi depositi temporanei potrebbero, col tempo, diventare definitivi! Ancora in tema di autorizzazioni il comma 7 dell’Art.13 del Dlgs, vieta l’esame Via per questioni che sono state precedentemente oggetto di Vas (Valutazione ambientale strategica), citando in merito il Dlgs 152/06 nonostante che il successivo Dlgs n 4/2008 abbia abrogato tale previsione di divieto. Infine con il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27/04/2010 è stato approvato lo statuto dell’Asn che contiene vistose forzature come quella di imporre all’Asn stessa di operare “nell’ambito delle priorità e degli indirizzi di politica energetica nazionale” (che c’entra la sicurezza con le scelte politiche?); di svolgere le attività di licencing per i nuovi impianti tenendo conto che questi sono già stati approvati in altri Paesi (cioè a sottintendere una valutazione meno stringente) e quella di introdurre all’Art.11 dello statuto sotto la dicitura “autotutela”, la possibilità per gli esercenti degli impianti nucleari di ricorrere avverso le decisioni dell’Agenzia la quale deve rispondere nel termine di 60 giorni, alla faccia dell’autorità e insindacabilità di un organismo che non dovrebbe tener conto di altro che non sia – per statuto – la sicurezza e incolumità delle persone e dell’ambiente!

Che queste cose siano passate sotto silenzio dà il segno di quanto basso sia il grado di attenzione da parte dell’opposizione ad una materia così delicata, ma ancora di più dimostra quanta leggerezza e incompetenza ci sia nella cosiddetta comunità scientifica che, a prescindere se sia favorevole o contraria al nucleare, dovrebbe almeno interrogarsi se il tante volte invocato rigore scientifico abbia un effettivo riscontro normativo, sempre che i “nostri” scienziati non condividano le parole di Heidegger secondo cui “La scienza non pensa, perché non è il suo compito”.

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mercoledì 28 luglio 2010

MI DIVERTO: Risciò elettrico





MI DIVERTO: Risciò elettrico

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lunedì 26 luglio 2010

Energia gratis, per tutti, per sempre





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Energia gratis, per tutti, per sempre
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sabato 24 luglio 2010

stiamo rischiando la prima estesa contaminazione da OGM in Italia

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Ciao ,

in questi giorni stiamo rischiando la prima estesa contaminazione da OGM in Italia, a causa di una presunta semina – che sarebbe assolutamente illegale - di mais transgenico in un campo in Friuli, nel Comune di Fanna (Pn). Lo scorso 10 luglio il terreno “sospetto” è stato posto sotto sequestro, ma la Procura di Pordenone, invece di intervenire d’urgenza, si è presa un mese di tempo per la verifica delle analisi e la stesura della perizia.

Aspettare agosto è assurdo! Le analisi molecolari per l’accertamento della presenza di OGM sui campioni - che sono già stati prelevati da tempo - non richiedono più di tre giorni! Ormai quel mais è in fase avanzata di maturazione: ancora pochi giorni e queste piante produrranno il loro polline, che si disperderà in ambiente e darà il via a una contaminazione difficilmente arrestabile.

Non possiamo star fermi a guardare! Per questo ti invitiamo a scrivere insieme a Greenpeace e a tutta la Task Force per un'Italia Libera dagli OGM al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Nella sua funzione di Garante delle norme e della loro applicazione, chiediamo al nostro Presidente di intervenire con urgenza sulla Procura di Pordenone per scongiurare ogni ipotesi di contaminazione da piante transgeniche.

Se come noi, vuoi impedire che gli OGM contaminino l’ambiente e l’agricoltura, invia anche tu la lettera al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
Grazie!




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martedì 20 luglio 2010

Marea nera anche in Cina




Marea nera anche in Cina

Una gigantesca chiazza di petrolio si è riversata in mare dopo l’esplosione di due oleodotti, venerdì scorso, e ha già costretto le autorità di Pechino a chiudere il porto di Dalian. Secondo l’agenzia Nuova Cina, la macchia si estende per «almeno 50 chilometri quadrati». La PetroChina, una grande compagnia petrolifera che gestisce due raffinerie nel porto di Dalian, ha già preparato un piano di emergenza. Non ci sono state vittime mentre i danni agli impianti del porto «devono ancora essere determinati». Il petrolio si è riversato nel porto di Xingang, sede di una riserva strategica di 19 milioni di barili di petrolio, dopo le due esplosioni, le cui cause non sono ancora state accertate.
L’agenzia di stampa statale Xinhua ha detto oggi che una ventina di imbarcazioni specializzate nelle operazioni di pulizia, insieme alla flottiglia di navi da pesca, stanno usando solventi e assorbenti per ripulire la chiazza.
Con circa un terzo del petrolio recuperato al momento, sono necessari almeno altri 4-5 giorni per completare le operazioni, ha detto l’agenzia citando Luan Yuxuan, vicedirettore dell’amministrazione per l’Ocerano e la Pesca di Dalian.

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PECHINO - Piu' di duemila pompieri sono intervenuti per spegnere uno spettacolare incendio che per fortuna non ha fatto vittime oggi a Dalian, citta' portuale sulla costa nordorientale della Cina. L'incendio si e' sviluppato in seguito ad una serie di esplosioni che si sono verificate in due gasdotti della China National Petroleum Corporation (Cnpc), il principale gruppo petrolifero cinese.

I vigili del fuoco hanno impiegato 15 ore a spegnere il fuoco alimentato dal gas fuoriuscito dai gasdotti, che ha creato un'enorme nuvola nera che ha avvolto tutta la zona del porto.

Nell'area non ci sono abitazioni. Un forte odore di bruciato si e' diffuso fino nel centro della citta' ma il gas non e' tossico, secondo le autorita' locali. L'agenzia Nuova Cina afferma che l'incendio si e' prodotto poco dopo che una petroliera aveva scaricato 300mila tonnellate di petrolio. Un vice primo ministro e' stato inviato dal governo di Pechino a dirigere le operazioni, aggiunge l' agenzia.


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PECHINO - Il porto di Dalian, nel nordest della Cina, è stato chiuso mentre le autorità cercano di contenere una macchia di petrolio che si è prodotta dopo l'esplosione di due oleodotti, venerdì scorso. Secondo l'agenzia Nuova Cina, la macchia si estende per "almeno 50 chilometri quadrati". La PetroChina, una grande compagnia petrolifera cinese che gestisce due raffinerie nel porto di Dalian ha preparato un piano di emergenza nel caso che lo scalo resti chiuso per una settimana. "Speriamo che sia possibile riaprire il porto al più presto", ha dichiarato un portavoce della compagnia. La produzione delle due raffinerie, ha aggiunto, è stata tagliata di "molte migliaia di tonnellate". Non ci sono state vittime mentre i danni agli impianti del porto "devono ancora essere determinati", secondo funzionari del governo locale citati da Nuova Cina. L'agenzia aggiunge che 500 pescherecci sui quali sono stati montati degli "skimmers" (apparecchiature per separare l'acqua dal petrolio) e che trasportano grandi quantità di solvente vengono impiegati nel tentativo di ripulire le acque del porto. Un portavoce del governo ha sostenuto che "i pescherecci sono piccoli e facili da manovrare e possono ripulire rapidamente la macchia". Il petrolio si è riversato nel porto di Xingang dopo la due esplosioni, le cui cause non sono ancora state accertate. Centinaia di pompieri hanno impiegato nel fine settimana scorso 15 ore per spegnere l'incendio provocato dalle esplosioni. Il vicedirettore dell'Ufficio per il mare e la pesca del governo di Dalian Luan Yuxuan ha dichiarato che finora sono state eliminate 280 tonnellate di petrolio ma ha aggiunto che ancora non si conosce la quantità di petrolio disperso nel mare. Secondo l'esperto del settore petrolifero David Johnson il costo delle operazioni di ripulitura non dovrebbe superare i 50 milioni di dollari. "Non dovrebbe essere un costo eccessivo, si tratterà di decine e non di centinaia di dollari". "Il problema - ha aggiunto - è di chi era il petrolio e se era assicurato. La domanda ora è 'Chi e' responsabile?' Come nel caso della Bp (nel Golfo del Messico), di chi è la colpa?".

(di Beniamino Natale)


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lunedì 19 luglio 2010

Marea nera, individuata nuova perdita ...

Marea nera, individuata nuova perdita: tensioni tra governo e Bp

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Dal monitoraggio del sistema di filtri adottato dalla British petroleum per far fronte alla fuga di petrolio nel Golfo del Messico, è stata riscontrata una nuova perdita. La segnalazione è dell’ammiraglio Thad Allen, a capo del team costituito dal presidente americano Barack Obama per rispondere all’emergenza, che ha chiesto alla compagnia di verificare l’esistenza di eventuali altre falle e notificarlo subito al governo. “Quando vengono individuate falle, siete tenuti ad indagare in modo tempestivo e riferire le scoperte al governo in meno di quattro ore”, ha scritto Allen in una lettera indirizzata al capo delle operazioni della Bp, Bob Dudley. Già ieri sera, Mark Salt, portavoce della compagnia, aveva però riferito di non avere nessuna informazione in merito alla falla menzionata nella lettera dell’ammiraglio.

Solo fino a poche ore fa, la British petroleum si era detta ottimista sul funzionamento del dispositivo, con il quale era stato possibile sigillare la perdita. Ma la lettera di Allen, in cui si segnalano una serie di anomalie, ha raffreddato gli entusiasmi e innescato nuove tensioni con l’amministrazione americana. Da quattro giorni, la compagnia petrolifera realizza test di pressione per verificare il funzionamento del sistema. Ma il team nominato da Obama ha rilevato dei livelli di pressione inferiori al previsto, pretendendo spiegazioni.



Un'altra fuoriuscita di petrolio sarebbe iniziata nell'area del pozzo Macondo, nel Golfo del Messico, che era appena stato tappato. Il governo americano ha infatti individuato nuove perdite di petrolio e metano e ha ordinato a Bp di fornire al più presto un piano per la riapertura delle valvole, nel caso in cui il fenomeno dovesse essere confermato. E l'ex ammiraglio Thad Allen, ha infatti inviato una richiesta al responsabile di Bp, Bob Dudley, in cui lo ha invitato a stilare, con urgenza, "una procedura scritta per riaprire il pozzo appena sigillato nel caso in cui la perdita di idrocarburi sarà confermata".

Proprio la lettera è un segno veritiero di tensioni sotterranee tra il Governo federale e Bp. Il colosso del greggio, da un lato, vorrebbe continuare a tenere chiuso il pozzo con il tappo, installato tre giorni fa, almeno fino all'attivazione di un altro pozzo alternativo che andrebbe, a detta loro, a risolvere definitivamente la perdita della marea nera.

Nello scritto a Bp, Allen ha riferito anche di "anomalie inspiegate alla bocca del pozzo". E l'indicazione degli scienziati del Governo complicherebbe i colloqui fissati nella giornata di domani, a Washington, tra il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, e il Premier britannico, David Cameron, alla sua prima visita ufficiale nella capitale Usa, da quando si è insediato a Downing Street.

Il "piano originario" prevedeva infatti che Bp continuasse a risucchiare il petrolio dal fondo del mare dopo il completamento dei test sulla struttura di contenimento sulla pressione. Ma Doug Suttles, il Chief Operating Officer, aveva auspicato, ieri, di poter tenere il pozzo tappato.

E proprio nella giornata appena trascorsa Allen aveva espresso alcune perplessità in merito e, nel corso di una conferenza stampa, aveva esordito, dicendo: "Bisogna capire bene il perché dei valori di pressione più bassi del previsto". In tale occasione avrebbe quindi suggerito due ulteriori ipotesi: il pozzo risulterebbe in esaurimento, come sostiene Bp, oppure che ci sarebbero potenziali fughe, non ancora individuate, dovute a danni nella struttura.

Una vera e propria "tragedia", dunque, che potrebbe arrecare "danni irreparabili" se il petrolio dovesse cominciare "a tracimare da molti punti del fondo marino". E il timore del Governo Usa è proprio quello che il tappo possa spingere il petrolio a defluire da altri punti se la struttura del pozzo si rivelerà fragile.

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giovedì 15 luglio 2010

Allarme Greenpeace: sugli ogm l'Ue fa il doppio gioco

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Allarme Greenpeace: sugli ogm l'Ue fa il doppio gioco
Non è affatto tenero il giudizio di Greenpeace sulle nuove norme europee in fatto di ogm, che ieri avevano fatto arrabbiare Confagricoltura e gioire Cia, Coldiretti e Legambiente.

Secondo Greenpeace, infatti, si tratterebbe di una trappola, uno specchietto per le allodole:

Questa proposta è il contrario rispetto a quanto chiesto all’unanimità dai ministri dell’Ambiente dell’Unione europea nel 2008, cioè un rafforzamento della procedura di autorizzazione, in particolare della valutazione dei rischi per nuove colture

La questione ogm, infatti, con le nuove norme proposte ieri dalla Commissione europea si gioca su due tavoli: quello europeo, con la lista dei semi autorizzati a livello continentale, e quello nazionale con l’adozione, o meno, di ogni autorizzazione concessa a livello europeo.

di Peppe Croce -

Se, dice Greenpeace, gli stati possono bloccare la semina degli ogm autorizzati dall’altra parte tale autorizzazione sarebbe molto più semplice da ottenere. Con il risultato che i paesi che accettano gli ogm potranno “abbondare” a scapito, dice l’associazione ambientalista, della tutela della salute del consumatore.

La nuova procedura autorizzativa a livello europeo, infatti, sarebbe molto meno restrittiva della precedente in fatto di controlli sugli effetti degli ogm sulla salute.

Resta poi, conclude Greenpeace, il problema irrisolto dei rischi di contaminazione ogm tra i vari Stati membri dell’Ue: una coltivazione ogm, infatti, potrebbe facilmente varcare i confini di un paese contrario.

Via | GreenpeaceFoto | Flickr

Fonte: http://www.ecoblog.it/post/10860/allarme-greenpeace-sugli-ogm-lue-fa-il-doppio-gioco?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+ecoblog%2Fit+%28ecoblog%29&utm_content=Google+Reader


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mercoledì 14 luglio 2010

Sono passati 25 anni da quando gli agenti dei servizi segreti francesi affondarono la nostra Rainbow Warrior

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Ciao ,

sono passati 25 anni da quando gli agenti dei servizi segreti francesi affondarono la nostra Rainbow Warrior. Il 10 luglio del 1985, quando mancavano dieci minuti alla mezzanotte, due esplosioni squarciarono lo scafo della nave ormeggiata nel porto di Auckland, in attesa di fare rotta per Moruroa. La "Rainbow Warrior" affondò e il nostro fotografo - Fernando Pereira - rimase ucciso.

Per commemorare questo tragico evento, abbiamo avviato la costruzione della Rainbow Warrior III, posando la sua chiglia nel corso di una cerimonia presso il cantiere navale di Maritim a Danzica. La nuova Rainbow svolgerà un ruolo fondamentale nella nostra campagna per evitare gli effetti catastrofici dei cambiamenti climatici.

Progettata per essere all’avanguardia, soddisfa i più elevati standard ambientali. Navigherà principalmente a vela, ma in condizioni climatiche sfavorevoli potrà usare il motore a propulsione diesel-elettrica, riducendo in modo significativo l’uso del carburante. Il telaio e il posizionamento delle vele sono stati ottimizzati per migliorare l’efficienza, mentre il calore creato dal generatore verrà riutilizzato per riscaldare l’acqua a bordo. Trasporterà anche un elicottero e sarà dotata di una piattaforma di atterraggio.

Greenpeace Italia destina ogni anno una quota dei fondi raccolti a Greenpeace International anche per la Rainbow Warrior III. Dobbiamo riuscire a costruirla e abbiamo bisogno del tuo sostegno. Perché oggi - 25 anni dopo le bombe sulla Rainbow Warrior - il messaggio è chiaro: non si può affondare un arcobaleno!

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Radio Vaticana. Perizia: «Tumori dei bambini legati all'elettrosmog»



C’è stata «un’associazione importante, coerente e significativa, tra esposizione residenziale alle strutture di Radio Vaticana ed eccesso di rischio di malattia per leucemia e linfomi nei bambini». All’incremento di questo rischio potrebbero aver «plausibilmente contribuito» anche le strutture di Maritele, sia pure «in modo limitato e additivo». Sono queste alcune delle conclusioni cui è giunta la perizia firmata dal professor Andrea Micheli e affidata in sede di incidente probatorio dal gip Zaira Secchi cinque anni fa perché si accertasse l’eventuale nesso di causalità tra le onde elettromagnetiche emesse dalle antenne di Radio Vaticana, a Cesano, e quelle del Quartier Generale della Marina Militare, in località La Storta. L’inchiesta è quella della procura di Roma che vedeva indagate sei persone per omicidio colposo in relazione a decessi per leucemia avvenuti tra il ‘94 e il 2000. Stando alla perizia, poiché la leucemia è una patologia «relativamente rara» negli adulti, l’esposizione di lungo periodo [oltre dieci anni] alle antenne di Radio Vaticana per i bambini sino a 14 anni di età, che hanno abitato nella fascia tra 6 e 12 km, ha determinato un eccesso di incidenze di leucemie e linfomi.
L’inchiesta della procura, prima che venisse affidata la perizia, chiamava in causa Roberto Tucci, Pasquale Borgomeo e Costantino Pacifici [responsabili dell’emittente della Santa Sede] e Gino Bizzarri, Vittorio Emanuele Di Cecco e Emilio Roberto Guarini, della Marina militare. I primi tre, tra l’altro, erano finiti sotto processo per «getto pericoloso di cose», in relazione all’emissione nociva di onde elettromagnetiche provenienti dagli impianti radiofonici di Santa Maria di Galeria. Pacifici, però, era stato assolto in primo grado, mentre per Tucci e Borgomeo [poi deceduto] la corte d’appello, dopo una prima assoluzione annullata dalla Cassazione, aveva dichiarato il «non doversi procedere» per prescrizione del reato.


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martedì 13 luglio 2010

Taranto, Veleni, in alcune aree vietato ai bambini giocare all'aperto

Taranto. Veleni, in alcune aree vietato ai bambini giocare all'aperto

Questa estate i bambini del quartiere Tamburi di Taranto non potranno giocare nelle loro aree verdi perché inquinate da sostanze cancerogene. A stabilirlo è stata un’ordinanza del sindaco Ippazio Stefàno. Vicino al quartiere Tamburi sorge l’area industriale di Taranto. A seguito di analisi condotte sui terreni del quartiere, è stata riscontrata una contaminazione chimica che oltrepassa i valori di legge per il berillio e i Pcb, sostanze cancerogene. A questo proposito la relazione tecnica del Progetto Coordinato per il risanamento del Quartiere Tamburi è chiara nel definire che «i risultati dell’analisi di rischio hanno evidenziato un rischio totale non accettabile per le sostanze cancerogene» in relazione allo «scenario bambini». Alla luce della relazione tecnica il pericolo per i più piccoli è riferito a due inquinanti in particolare: i Pcb [policlorobifenili] e il berillio.
I bambini potrebbero infatti inconsapevolmente ingerirli o anche, nel caso dei Pcb, venire contaminati per via del solo contatto dermico.


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Appalti eolico. Dell'Utri e Cosentino finiscono nell'inchiesta

Appalti eolico. Dell'Utri e Cosentino finiscono nell'inchiesta

Una concatenazione di avvenimenti, di trame dentro le istituzioni dello Stato, operazioni di corruzione volte ad ottenere appalti miliardari. L’inchiesta della procura di Roma sulla cosiddetta «nuova P2» sta tirando dentro il suo combinato disposto i vertici del Pdl legati a uomini che sembrano riemergere dal recente ed oscuro passato della storia italiana. Marcello dell’Utri e il sottosegretario all’economia Nicola Cosentino sono ora accusati di violazione della legge Anselmi sulle società segrete e di associazione a delinquere.


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venerdì 9 luglio 2010

l’Europa chiude finalmente le porte al legno illegale con una nuova legge

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Greenpeace Newsletter
Giugno 2010
 



Ciao
più di dieci anni fa, abbiamo lanciato la nostra campagna internazionale per il bando del legno illegale in Europa. Tanti dei nostri attivisti – anche in Italia - si sono messi in gioco per bloccare porti dove veniva scaricato il legno illegale, fermare in alto mare navi che trasportavano questo legno e documentare, con indagini sul campo, il fenomeno della deforestazione illegale in Amazzonia, Africa Centrale, Russia e Sud Est Asiatico.

Oggi siamo felici di condividere con voi un'importante vittoria: l’Europa chiude finalmente le porte al legno illegale con una nuova legge. Il Parlamento europeo ha votato, infatti, un Regolamento che metterà al bando il legno di origine illegale da uno dei mercati più importanti al mondo. Ora vigileremo per assicurare che la legge venga effettivamente applicata.

 

LE BALENE NON SONO IN VENDITA
Dalla 62esima riunione della Commissione baleniera internazionale (IWC) solo chiacchiere, che non salveranno migliaia di esemplari di balene: Giappone, Norvegia e Islanda porteranno avanti il massacro anche il prossimo anno.
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DIFENDERE IL PIANETA A SUON DI ROCK
Tre canzoni, tre realtà musicali differenti, ma una sola causa in comune: contribuire a suon di rock alla difesa del Pianeta. Un "Cerbero Rock" le cui tre teste sono rappresentate da Mike 3rd con la cantante americana Cheryl Porter, gli Hypnoise e gli Ex-KGB.
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NAVI TOSSICHE. FOTO SHOCK DALLA SOMALIA
Sei terribili foto. Mai pubblicate prima. Prove inconfutabili di un traffico di rifiuti sospetti verso l'Africa. Le abbiamo diffuse la nostra nuova inchiesta sulle navi tossiche, che riassume più di vent'anni di traffico di rifiuti tossici e radioattivi.
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PROTETTE LE BOCCHE DI BONIFACIO
Il Ministro dell'Ambiente italiano, Prestigiacomo, e quello francese, Borloo, hanno firmato l'Accordo per richiedere il divieto di transito per le navi che trasportano carichi pericolosi nelle Bocche di Bonifacio. È una vittoria per il mare e per la nostra campagna!
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COME SALVARE L’ECONOMIA CON LE RINNOVABILI
L'industria delle rinnovabili può creare otto milioni e mezzo di posti di lavoro entro il 2030 se i governi si decidono a investire in un futuro più verde. Parola di Energy [R]evolution, lo studio su come ridurre le emissioni di CO2 e garantire la crescita economica, grazie a efficienza e rinnovabili.
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EVENTI DEL MESE

MARCIANA SCIENZA – Il 30 luglio a Marciana (Isola d’Elba) ore 21.30, il nostro direttore delle Campagne, Alessandro Giannì, parteciperà a un incontro con proiezione di video per parlare di mare, balene e santuario dei cetacei.

LIBERI DA OGM – Il 20 luglio presso l’Auditorium dell’Ara Pacis (Roma) si terrà il convegno della Task Force "Liberi da Ogm" di cui Greenpeace è parte, dedicato all’approfondimento della ricerca scientifica in tema Ogm.

TESORI IN ALTO MARE – Dal 16 al 23 luglio a Salerno presso il Complesso di Santa Sofia sarà possibile visitare la mostra fotografica “Tesori in alto mare” sulle meraviglie del Mar Mediterraneo e sui pericoli che lo minacciano. Orario di apertura 19.00 - 23.00

FORESTE – Dal 12 al 25 luglio a Varese presso le sale Nicolini, (via Vicolini) sarà possibile visitare la mostra “Amazzonia arrosto”. Le domeniche del 18 e del 25 ci sarà un reading di poesie e di racconti scritti per Greenpeace da autori varesini che sostengono la campagna Foreste.

DIALOGO DIRETTO – Dal 12 al 25 luglio potrete incontrare i nostri ragazzi del Dialogo Diretto nelle piazze delle principali città della Liguria. Dal 26 luglio partiranno in barca a vela da Salerno, in direzione Maiori, Amalfi, Castellammare, Procida e Ischia, alla ricerca di nuovi sostenitori!


 
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mercoledì 7 luglio 2010

Legambiente: «Non scherzate col fuoco»





Legambiente: «Non scherzate col fuoco»
Si chiama «Non scherzate col fuoco» la campagna di Legambiente appena avviata per difendere il patrimonio forestale. All’ottava edizione, l’iniziativa di volontariato ambientale è partita anche nel Lazio, dove «seppure in lieve e costante miglioramento, in linea con l’andamento nazionale dopo il picco dell’estate rovente del 2007, i dati sugli incendi nel Lazio restano comunque preoccupanti», fa sapere l’associazione. Il Lazio, infatti, sale «al quarto posto nella graduatoria della superficie boscata percorsa dal fuoco, pari a quasi 1.802 ettari. In totale la superficie del territorio laziale ridotta in cenere dai roghi lo scorso anno è stata di 2.528 ettari, considerati anche i 726 ettari non boscati, e delle 8 persone arrestate in Italia dalla Forestale per il reato di incendio boschivo ben 3 erano in provincia di Viterbo».
L’opuscolo illustrativo sulla campagna «Non scherzate col fuoco 2010» è all’indirizzo:www.legambientelazio.it/nofuoco2010.pdf




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Nuovo regolamento sul biologico

In questo articolo vi presentiamo il nuovo regolamento sul biologico e le conseguenze che comporta.


Il nuovo regolamento sulle coltivazioni biologiche rappresenta la base per lo sviluppo sostenibile della produzione bio, permette un corretto funzionamento del mercato interno, garantisce una concorrenza leale e inoltre fa in modo di stimolare la  fiducia dei consumatori, tutelandone gli interessi. Il nuovo regolamento è il CE n. 834/2007 del Consiglio del 28 giugno 2007, relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici, che abroga il Regolamento CEE n. 2092/1991.
Grazie ad esso sono stati stabiliti dei nuovi obiettivi, si è evidenziata l’importanza del controllo su tutte le fasi della produzione, preparazione e distribuzione dei prodotti biologici, inoltre prevede che vi siano le adeguate indicazioni riferite alla produzione biologica nell’etichettatura e nella pubblicità.
Su quali prodotti si applica?
I prodotti sui quali si applica il nuovo regolamento sono i provenienti dall’agricoltura, inclusa l’acquacoltura, come:
  • Prodotti biologiciprodotti agricoli vivi o non trasformati
  • prodotti agricoli trasformati
  • mangimi
  • lieviti
  • sementi per la coltivazione
Da questo regolamento sono invece stati esclusi i prodotti della caccia e della pesca di animali selvatici.
Qualsiasi operatore che opera in questo regime è sottoposto a tale regolamento. Sono invece escluse le operazioni di ristorazione. Le nuove definizioni sono le seguenti:
  • Produzione biologica: definisce espressamente l’impiego dei metodi di produzione in conformità delle norme stabilite nel regolamento, nelle fasi della produzione, preparazione e distribuzione
  • Biologico: ottenuto mediante produzione biologica
  • Conversione: ci si riferisce alla transizione dall’agricoltura non biologica a quella biologica nell’arco di un certo periodo di tempo.
La produzione biologica segue degli obiettivi molto importanti tra cui:
  • Rispettare i sistemi e i cicli naturali
  • Coltivazioni  biologicheContribuire al mantenimento della salute di fiumi, laghi e campi
  • Permettere un buon livello di diversità biologica
  • Usare responsabilmente l’energia naturale proveniente da acqua, suolo e  aria
  • Rispetto del benessere degli animali
  • Prodotti di alta qualità
  • Preservare la salute umana
Tutto ciò è possibile grazie ad un’attenta progettazione basata sulla reale conoscenza delle risorse disponibili, dei diversi processi biologici, dei diversi sistemi ecologici, non usando ovviamente OGM, usando tecniche meccaniche rispettose della natura e degli animali, valutando tutti i possibili rischi e i benefici, ecc.
Sulle etichette troveremo obbligatoriamente l’indicazione “biologico” nella denominazione di vendita purché almeno il 95 % in peso degli ingredienti di origine agricola sia biologico. Per ciò che concerne la produzione di alimenti biologici, questa si deve basare sul fatto di produrre alimenti biologici composti solo da ingredienti provenienti dall’agricoltura biologica. È importante inoltre che, attraverso la produzione biologica, si vada a limitare l’uso di additivi, così come è vietato utilizzare sostanze e metodi di trasformazione che possano in qualche modo ingannare il consumatore sulla vera natura del prodotto. ContadinoÈ assolutamente vietato usare OGM e anche prodotti derivati o ricavati da OGM, anche a livello di mangimi, prodotti fitosanitari, concimi, sementi, materiale atto alla moltiplicazione vegetativa, ecc. Non possono essere usate radiazioni ionizzanti per trattare gli alimenti, o i mangimi, o le materie prime.
Dunque maggiore severità, maggiori controlli per tutto ciò che satellita intorno al biologico, del quale, capite bene, non è solo la semplice insalata o mela che noi consumatori andiamo ad acquistare, ma tutto un mondo forse meno conosciuto che sta alle spalle e che è bene, per quanto ci è possibile, tenere sotto controllo.



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MI DIVERTO: Genitori antismog

MI DIVERTO: Genitori antismog

lunedì 5 luglio 2010

Cambiamenti climatici, biodiversita' a rischio

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Cambiamenti climatici, biodiversita' a rischio

di Anna Saettini

L'aumento dei cambiamenti climatici mette a rischio gli ecosistemi. Lo rivela uno studio americano che ha analizzato la fragile biodiversità dell'isola africana.

Cambiamenti climatici e biodiversità. Un cortocircuito che sempre più spesso mette a rischio quei luoghi dove piante, animali ed ecosistemi sembravano essere al “sicuro”. Lo dimostra uno studio condotto dai ricercatori della Rice University di Houston (Texas), che ha messo in relazione la frequenza del Niño, l’evento climatico tipico del Pacifico che causa inondazioni e siccità, e la vita in Madagascar.

Per capirci: la biodiversità è il frutto di una complessa interazione di tutta la varietà che si trova in natura: da quella microscopica che è scritta nei geni, alle differenze visibili tra un orango e un serpente, dagli habitat che gli fanno da “casa” agli ecosistemi in cui brulica tutta questa vita. Il Madagascar è un emblema di questa ricchezza: gli esperti lo chiamano hotspot, punto caldo, perché è uno dei luoghi dove si concentra un altissimo tasso di biodiversità, con creature che non esistono in nessun altro angolo del Pianeta. Nel mondo ce ne sono solo 34. L’animale “bandiera” del Madagascar è il lemure, il piccolo cugino delle scimmie reso celebre dal cartone animato della Dreamworks. Vive esclusivamente nell’isola africana, ma nemmeno qui è più al sicuro.

Ecco allora i cambiamenti climatici, il cui fenomeno aumenta esponenzialmente gli effetti del Niño , ovvero il “disturbo” del sistema atmosferico del Pacifico che si verifica in media ogni cinque anni ed è l’incubo degli abitanti dei Paesi in via di sviluppo che si affacciano su questo oceano, costretti ogni volta a fare i conti con siccità o inondazioni.

Amy Dunham, docente di ecologia all’università texana e il suo team di ricerca hanno scoperto che El Niño rende la stagione delle piogge in Madagascar ancora più lunga e piovosa. “Quando piove molto forte, i lemuri sono inattivi – risponde Dunham -. Stanno lì ad aspettare che smetta, stretti l’uno all’altro per tenersi caldi”. Inoltre, le piogge torrenziali abbattono gli alberi o spazzano via i frutti proprio quando i piccoli lemuri ne avrebbero più bisogno. E così un Niño più frequente influenza la fecondità di questi animali, che non riescono più a riprodursi, oppure uccide i piccoli che hanno meno di due mesi di vita.

La flora e la fauna del Madagascar sono un tesoro e sono già minacciati dalla deforestazione e dal sovrasfruttamento delle risorse naturali. Adesso ci si mette anche il riscaldamento globale. “Gli effetti negativi addizionali dei cambiamenti climatici – conclude la ricercatrice – rendono ancora più urgente una strategia per salvaguardare la biodiversità”.

Tratto da: ilfattoquotidiano.it

http://www.antimafiaduemila.com/content/view/29447/48/
 
 
 
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sabato 3 luglio 2010

La grande bugia di Bertolaso ( Ha speso 72 milioni di euro per bonificare La Maddalena )






La grande bugia di Bertolaso

di Fabrizio Gatti

Ha speso 72 milioni di euro per bonificare La Maddalena. Affidando i lavori a suo cognato. Ma 'L'espresso' ha scoperto che due metri sott'acqua è ancora pieno di rifiuti tossici e materiali pericolosi per la salute
(29 giugno 2010)
Lastre di fibre di amianto nel mare tra l Arsenale e il Parco di Caprera Lastre di fibre di amianto nel mare
tra l'Arsenale e il Parco di CapreraUna discarica di rifiuti tossici nell'arcipelago della Maddalena. Fanghi neri impregnati di idrocarburi pesanti sbuffano come nuvole di vulcani sottomarini. Contaminano i pesci, i molluschi, i crostacei. E forse anche la vita degli uomini, delle donne e dei bambini che li mangeranno. La sabbia è così inquinata che le alghe non crescono in un raggio di centinaia di metri. Un deserto subacqueo. Bisogna scendere sul fondo del mare per vedere come hanno lasciato morire la natura e al tempo stesso preso in giro milioni di italiani. Bisogna infilarsi la muta, le pinne, una maschera da sub e nuotare quasi tre chilometri tra andata e ritorno.

Ed ecco, fra i due e i dieci metri di profondità, la bugia colossale di una bonifica che qui sotto non è mai cominciata. Perché la discarica è nel mezzo di Porto Arsenale, nel bacino su cui si specchiano i cristalli e i marmi pregiati della Main conference, la palazzina che l'anno scorso avrebbe dovuto ospitare gli onori del G8. Basta immergersi in apnea sotto le grandi vetrate, infilare la mano nella melma e filmare. Nubi color antracite salgono dense, piroettano e ricadono trascinate dal loro peso specifico verso fondali più lontani. Eppure, tra scandali, costi fuori controllo, indagini per corruzione e arresti, la bonifica era l'unica operazione considerata necessaria. Almeno, l'avevano dichiarata conclusa. Ora nemmeno quella si salva. «Un intervento esemplare», hanno detto.

L'aveva confermato il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, 60 anni, commissario delegato di queste grandi opere. L'aveva certificato il suo sponsor nel governo, il sottosegretario Gianni Letta, 75 anni. Invece no. Forse sono stati male informati. Forse qualcuno della struttura di missione nominata da Palazzo Chigi e spedita alla Maddalena a suon di stipendi d'oro, ha raggirato perfino loro. Oppure non hanno ancora raccontato tutto su questo brutto intrigo. Ma qui sotto, nel grande quadrilatero che dovrebbe diventare un porto turistico per Vip, gli effetti della bonifica non si vedono. E chissà, magari è per questo che il vertice del G8 è stato spostato a L'Aquila. Perché le eliche delle barche a motore avrebbero sollevato gli idrocarburi e trasformato l'acqua in un ammasso oleoso a visibilità zero. I sommozzatori dell'antiterrorismo non avrebbero potuto garantire la vigilanza. E per il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sarebbe stata una pessima figura ricevere i presidenti dietro vetrate affacciate su un mare che in alcuni giorni diventa nero come la pece. Cambi di colore imprevedibili che dipendono dalla risalita dei veleni nascosti sul fondo.

Questa storia comincia lunedì 22 marzo. Quella sera davanti alle telecamere di "Porta a Porta" Bertolaso difende il cognato, Francesco Piermarini, 52 anni, fratello di sua moglie. «Avete pure messo in mezzo mio cognato», dice a chi gli contesta gli incarichi familiari alla Maddalena: «Io a mio cognato non gli ho dato assolutamente nessun incarico. Mio cognato è stato scelto perché è un grande esperto di bonifiche ambientali. Ha lavorato con il guru delle bonifiche ambientali, che è Gianfranco Mascazzini. E per questa ragione è stato impiegato». Mascazzini, nel 2008, è direttore generale del ministero dell'Ambiente. Il cognato di Bertolaso viene inserito con un incarico ad personam nello staff di Palazzo Chigi. E assegnato alla struttura di missione in Sardegna che coordina la bonifica e l'avvio dei cantieri del G8. Alla Maddalena però Piermarini racconta una storia un po' diversa. Dice di avere una laurea in economia e di essere rientrato da poco in Italia dopo aver terminato un'attività finanziaria all'estero. Comunque secondo Bertolaso, responsabile di tutta l'operazione G8, suo cognato viene scelto solo perché è un grande esperto di bonifiche.

Passano le settimane e Porto Arsenale apre finalmente i cancelli. Dal 22 maggio al 6 giugno La Maddalena ospita le regate della Louis Vuitton Trophy. L'occasione, pure questa finanziata con soldi pubblici, per il lancio ufficiale del "porto spettacolare del futuro", come pubblicizzano i manifesti. Infatti, concluse le gare, le strutture a cinque stelle saranno disponibili soltanto in futuro. Non prima di un anno. E' un inizio un po' zoppo del nuovo polo turistico affidato in concessione per 40 anni alla Mita resort della presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. Il canale e il bacino interno sono interdetti alla navigazione. I pochi yacht, le barche a vela e a motore devono ormeggiare nel bacino esterno, davanti alla Main conference. E la mattina di martedì primo giugno succede qualcosa di strano. L'acqua in cui si riflette l'opera simbolo progettata dall'architetto Stefano Boeri diventa nera. La partenza di uno yacht di appoggio alla regata fa risalire dai fondali nuvole dense che colorano il mare. Non è solo sabbia, che nell'arcipelago è ovunque chiara. Questi turbini sono oleosi, molto scuri e tendono a rimanere sul fondo.

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giovedì 1 luglio 2010

Idee di riutilizzo rifiuti




I rifiuti forse non sono proprio totalmente da buttare: c'è chi ha trovato ottime idee innovative per il loro riutilizzo.


Il recuperare e il non sprecare stanno ormai diventando delle positive abitudini facenti parte del nostro stile di vita. All’interno delle scuole, presso diverse associazioni, nei quartieri delle città, sempre più sovente la gente partecipa ad una nuova rivoluzione all’insegna del rispetto dell’ambiente, in cui tutti siamo attivi e partecipi per cercare di usare al meglio le risorse che sono a nostra disposizione, a non sprecare e ad insegnare agli altri ciò che di meglio abbiamo appreso.
In questa filosofia e in questo contesto, ecco allora delle informazioni di  come stanno  riutilizzando  intelligentemente alcuni scarti alimentari, contribuendo in questo modo ad abbattere la mole di rifiuti che esce ogni giorno dalle nostre case. Di seguito esempi di reali sperimentazioni in questo settore e i risultati a vantaggio dell’ambiente.

Direste mai che dalle mele, o meglio dai loro scarti, la buccia ad esempio, si potrebbe ricavare della carta? Voi magari no, ma Alberto Volcan, un ingegnere altoatesino, ha trovato in tale soluzione un modo furbo di riutilizzo. Volcan ha brevettato un particolare sistema, il quale parte dagli scarti industriali di mele e li trasforma in carta o pelle ecologica, la carta mela!
L’idea è partita dalla raccolta dei succhi di frutta, quest’ultimi sono in realtà rifiuti speciali e, come tali, andrebbero trattati in un certo modo, tra le  altre cose molto oneroso per l’azienda. I succhi di scarto vengono invece trattati, essiccati, a questo punto si ha una sorta di pseudo-farina bianca, ricchissima di cellulosa, e da questa capite bene che il passo verso la carta è molto breve!
L’Italia è uno dei paesi maggiori produttori di pomodori a livello mondiale, da qui l’idea di sfruttarli in tutti i modi, non mi riferisco alle mille e gustose ricette, ma, partendo da alcune loro caratteristiche, essi possono dare origine alle famose bioplastiche, uno dei tanti modi green per combattere l’inquinamento.
Si producono insomma delle plastiche ecologiche, costituite da polimeri naturali di tipo biodegradabile, partendo proprio dai pomodori, o meglio dai loro scarti industriali, bucce e semi che alla fine del processo sono quintali, anzi tonnellate. Perché buttarli via, oltretutto spendendo molti soldi per il loro smaltimento? Meglio trasformarli in questo modo molto interessante.
Che dire poi di una soluzione che arriva dall’Inghilterra? Qui si ricicla il cioccolato, cioè gli scarti della sua lavorazione, per  ricavarne un combustibile ecologico, alternativo, a basso impatto ambientale e  addirittura a basso costo.
-Pensate che, a dimostrazione della fattibilità di questo progetto, un giornalista e un amante di motori sono partiti dal Regno Unito e hanno raggiunto Mali, passando dal deserto del Sahara, per un totale di più di 7000 km di percorso, non esattamente semplice. Tutto ciò utilizzando una vettura alimentata da questo combustibile, al “sapore” di 80.000 tavolette di ex cioccolato, trasformato in ruggente carburante.
E ora concludiamo con il caffè, che certo non poteva mancare direte voi. Già, ma stando in questo ambito ecco una bella idea e uno studio tutti italiani, esattamente di Roma: presso l’Università La Sapienza si è studiato il modo di riciclare i fondi del caffè.Attenzione perché qui non si tratta di rifiuti industriali, ma assolutamente domestici, da cui, dopo particolari lavorazioni, si ricavano i polifenoli, che, avendo un ottimo potere calorifero, sono paragonabili a del buonissimo legno, per dare calore tramite pellet e caldaie varie. Quindi non solo perfetti per le piante del vostro giardino!


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